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PERIODICO INFORMATIVO - 6 MARZO 2026

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IN EVIDENZA 

MINISTRO SALVINI SU PIANO CASA: NEL CDM DELLA PROSSIMA SETTIMANA PROVVEDIMENTO SU MANUTENZIONE E RECUPERO 

EDILIZIA RESIDENZIALE

Lo scorso 5 marzo, il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, rispondendo nel question time in Senato a una interpellanza sul Piano casa, ha dichiarato che sarà sottoposto al prossimo consiglio dei ministri, indicativamente previsto per martedì 10 marzo, un primo provvedimento “che mette a disposizione della Aziende Casa, delle Aler e delle Ater, circa 950 milioni di euro unicamente destinati alla manutenzione e al recupero del patrimonio pubblico di edilizia residenziale sociale attualmente non assegnato alle famiglie in graduatoria perché non a norma”.

Il vice Ministro Rixi aveva preannunciato il passaggio in Cdm già questa settimana, ma nelle ultime ore è emersa l’esigenza di ulteriori approfondimenti.

Il provvedimento che si appresta a essere approvato dal Consiglio dei Ministri “permetterà di rimettere a disposizione su tutto il territorio nazionale, nell’arco di alcuni mesi, tra i 50mila e i 60mila appartamenti oggi non utilizzabili”.

Non si tratterebbe pertanto di un decreto sul “piano casa”, a differenza di quanto preannunciato nelle settimane scorse, ma solo di una prima iniziativa su recupero e manutenzione che rientra in una strategia più ampia che coinvolgerà Presidenza del Consiglio, Ministero per gli Affari Europei e Regioni.

Sul percorso legislativo del “piano casa” sembrerebbero aver influito anche dubbi espressi dalla Presidenza della Repubblica sullo strumento normativo (D.L., DPCM …) e sui contenuti che coinvolgono il coordinamento tra vari ministeri e enti pubblici.

 

GLI ULTIMI PARERI MIT SU COMPENSAZIONE E QUALIFICAZIONE  

CONTRATTI PUBBLICI

Il Mit (Parere n.4145 del 2 marzo u.s.) ha fornito un chiarimento sull’applicazione del sistema di compensazione introdotto dal “decreto aiuti” intervenendo in particolare sul significato della locuzione "termine finale di presentazione dell'offerta entro il 31 dicembre 2021" contenuta nell'art. 26 del Decreto.

Il dubbio riguarda il termine di applicazione del meccanismo di adeguamento dei prezzi (all’epoca 80% o 90% dei maggiori costi sostenuti): data di scadenza della gara (cioè il termine perentorio per la firma digitale e la marcatura temporale dei documenti) o data successiva fissata per il caricamento dell'offerta economica successivamente comunicata durante le fasi di gara dalla stazione appaltante.

Il Ministero, riprendendo anche orientamenti della giurisprudenza amministrativa, “concorda sul fatto che il termine di cui all'Art. 26 è quello originariamente fissato negli atti di gara per la ricezione delle buste telematiche. Per determinare l'applicazione dell'Art. 26 del Decreto Aiuti (e successive modifiche) si deve fare riferimento alla data di scadenza per la ricezione delle offerte stabilita negli atti di gara (bando o lettera di invito)”.

In un altro parere (n.4144), il Mit si è espresso sulla qualificazione per categorie scorporate di importo inferiore a 150.000 euro, nell’ambito di un appalto di importo superiore allo stesso importo di 150.000 euro 

Secondo il Mit, “il possesso dei requisiti richiesti può essere dimostrato con la qualificazione semplificata di cui all’art. 28 Allegato II.12) del D.Lgs. n. 36/2023”. In tal senso anche la giurisprudenza ha confermato l’applicabilità della qualificazione semplificata per le lavorazioni scorporabili di importo inferiore a € 150.000 anche nell’ambito di appalti più ampi in cui la categoria prevalente sia, invece, superiore a tale importo e, quindi, assoggettata all'obbligatoria qualificazione SOA.

Nel Parere n. 4130, infine, è stato precisato che l'incremento del quinto (art. 2 dell'allegato II.12) non può applicarsi alle imprese non in possesso dell’attestazione. Tale aumento costituisce, infatti, “un incremento premiale rispetto alla regola della corrispondenza della qualificazione all’importo dei lavori e pertanto trova applicazione esclusivamente nei casi previsti dal legislatore, ovvero nell’ipotesi di qualificazione mediante attestazione SOA e per i RTI di possesso dell’attestazione SOA per una classifica pari almeno ad un quinto dell’importo dei lavori”.

 

AL VIA L’ITER PARLAMENTARE DEL DDL SULLA RIFORMA DEL TESTO UNICO EDILIZIA

EDILIZIA PRIVATA

La Presidenza della Repubblica ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge sulla riforma della disciplina edilizia, già oggetto di esame da parte del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2025.

Viene pertanto avviato l’iter parlamentare di una legge delega, nell’ambito della quale il Parlamento definirà i principi e i criteri direttivi entro i quali il Governo dovrà muoversi per la riforma del Testo Unico Edilizia (D.P.R. n. 380/2001).

Il provvedimento prevede, in particolare:

  • l’emanazione di uno o più decreti legislativi finalizzati alla riforma organica e alla semplificazione della disciplina in materia di edilizia, anche al fine di adeguarla all’evoluzione della giurisprudenza;
  • l’individuazione di nuovi principi e criteri direttivi sul riparto di competenze tra Stato e Regioni;
  • all’art. 4 l’elencazione dei contenuti che dovranno orientare la revisione della normativa sull’ attestazione dello stato legittimo dell’immobile, il riordino delle diverse categorie di intervento edilizio (trasformazione, adeguamento, manutenzione) e dei relativi regimi autorizzativi (CILA, SCIA, ecc), la semplificazione dei procedimenti amministrativi, la gestione degli interventi realizzati in assenza o in difformità dei titoli edilizi, la riforma della disciplina sui mutamenti di destinazione d’uso, la revisione della normativa tecnica.

 

BANDO ISI 2025: DAL 13 APRILE AL VIA LE DOMANDE

SICUREZZA

L'Inail ha pubblicato il calendario delle scadenze relative al Bando ISI 2025 che mette a disposizione 600 milioni di euro per sostenere la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Dal 13 aprile al 28 maggio 2026 le imprese potranno presentare la domanda di partecipazione alla 16esima edizione dell’iniziativa, esclusivamente online, tramite il servizio disponibile sul portale dell’Istituto.

In linea con il quadro strategico dell’Unione europea e con le priorità nazionali in tema di innovazione tecnologica, sostenibilità e adattamento climatico, viene promosso un approccio integrato alla tutela dei lavoratori. In particolare, viene incentivata l’adozione di tecnologie avanzate e soluzioni innovative.

La novità più rilevante, introdotta in via sperimentale, è la possibilità di finanziare, in affiancamento al progetto principale, anche un intervento aggiuntivo selezionabile tra quelli previsti per ciascun asse di finanziamento, secondo le modalità indicate negli allegati tecnici.

 

CONTO TERMICO 3.0: STOP TEMPORANEO A NUOVE RICHIESTE

ENERGIA

Il Gestore dei Servizi Energetici ha comunicato che dal 3 marzo scorso è temporaneamente sospeso l’invio di nuove richieste di incentivo del Conto Termico 3.0 a causa dell’elevato numero di richieste pervenute che ammontano a circa 1,3 miliardi di euro.

Il portale sarà riattivato non appena concluse le verifiche necessarie per consentire al GSE di compiere le attività di istruttoria e di verifica delle domande e garantire la sostenibilità degli impegni finanziari.

Il Conto Termico 3.0, come noto, incentiva interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili con una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro annui, erogati con un sostegno in conto capitale fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili.

La dotazione è così suddivisa:

  • 500 milioni di euro ai privati, di cui 150 milioni destinati alle Imprese;
  • 400 milioni di euro alle Pubbliche Amministrazioni, di cui 20 milioni destinati alle Diagnosi Energetiche.

 

Rispetto al passato, il Conto Termico 3.0 è però più facilmente per le Pubbliche Amministrazioni e, in particolare, per i piccoli Comuni: per gli immobili di proprietà dei Comuni sotto i 15.000 abitanti, l’incentivo arriva a coprire il 100% delle spese.

 

GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI: QUANDO E’ POSSIBILE CONTESTARE LA VALUTAZIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE

GIURISPRUDENZA

Il Consiglio di Stato (Sez. V, n.1558 del 27/02/2026) è nuovamente intervenuto sulla possibilità di contestare la valutazione di una stazione appaltante che ha rilevato comportamenti tali da configurare illeciti professionali e conseguente esclusione dell’impresa.

Secondo i Giudici, trattandosi di causa di esclusione non automatica, e quindi sottoposta alla valutazione riservata della stazione appaltante, le conclusioni cui è pervenuta l’amministrazione possono essere revocate in dubbio e superate solo in caso di illogicità, contraddittorietà, errori o travisamento dei fatti sui quali si fonda la motivazione.

Nel caso specifico oggetto della sentenza, l’operatore appellante non ha rappresentato specifiche contestazioni quanto ai fatti, ma ha criticato la congruenza e la logicità delle valutazioni della stazione appaltante in un contesto che tuttavia rimane opinabile, come esattamente rilevato dall’amministrazione e anche dal primo giudice.

Come già affermato dalla giurisprudenza, la stazione appaltante, prima di disporre l’esclusione per gravi illeciti professionali, deve effettuare una valutazione comparativa “tra l’entità effettiva delle inadempienze contestate ed il relativo importo”, con l’esigenza che la motivazione dell’esclusione sia connotata da logicità e non contraddittorietà, in relazione alle concrete vicende oggetto di valutazione.

 

 

SERVIZIO CONFAPI ANIEM LAZIO - FARE APPALTI

 

Confapi Aniem Lazio, in collaborazione con “Fare Appalti”, offre alle imprese associate il servizio gratuito attraverso il quale è possibile acquisire quotidianamente l’aggiornamento sugli affidamenti di lavori, servizi e forniture e, in particolare:

  • informazioni sulle nuove gare d’appalto, in base al territorio, al settore merceologico, alle categorie di lavori, ai servizi e forniture di proprio interesse;
  • recupero dei dati sulle gare d’appalto;
  • monitoraggio di tutte le piattaforme telematiche, M.e.P.A., sistemi regionali, oltre a tutti i siti istituzionali della P.A., albi pretori, ecc;
  • news costanti sul mondo degli appalti (aggiornamenti normativi, sentenze, pareri). 

Per procedere all'attivazione occorre compilare il modulo contenente i dati anagrafici dell’azienda e le categorie d’interesse (per il settore lavori) accedendo al seguente link:

https://www.fareappalti.it/confapi-lazio-attivazione-convenzione/ 

Successivamente, l’azienda riceverà le credenziali che potrà utilizzare per accedere al servizio collegandosi al seguente indirizzo:

https://confapilazio.fareappalti.it/pages/login.php

  

  

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La digitalizzazione dell’industria non è una trasformazione per pochi eletti. Anche le piccole e medie imprese, con tutte le difficoltà del caso, si sono messe in marcia e ora un’indagine svolta per il ministero dello Sviluppo economico dalla società Met, in vista della prossima Relazione annuale del garante Pmi, parla di una prima inversione di tendenza: quasi una su tre utilizza tecnologie 4.0 o ha in programma di farlo.  Fonte

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