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AVVISO ESAURIMENTO RISORSE TRANSIZIONE 5.0

 

TRANSIZIONE 5.0

AGEVOLAZIONI IMPRESE  

Esaurimento delle risorse finanziarie destinate alla misura Transizione 5.0, a seguito di una significativa e rapida adesione da parte delle imprese nelle ultime settimane di operatività.

La misura Transizione 5.0 non ha dato i risultati attesi nella prima fase, tanto che ai primi di settembre erano state impegnate risorse per meno di 2 mld., a fronte dei 6,3 mld. di stanziamento a disposizione per il 2025.

Per questa ragione, parte delle risorse sono state oggetto di una ricontrattazione con Bruxelles per poter essere impegnate in misure a favore delle imprese nel 2026. A tale proposito Confapi ha più volte evidenziato (differentemente da altre associazioni tra cui Confindustria che sosteneva che la norma non funzionava ed era da modificare immediatamente) che, nonostante le complessità burocratiche, il 15% delle nostre aziende stava utilizzando la misura e che sarebbe stato fondamentale poter proseguire, anche nel 2026, con una misura semplice e diretta come il credito di imposta Transizione 5.0.

La scelta del Governo nel ddl di bilancio per il 2026 è andata verso l’iper ammortamento, misura più a dimensione delle grandi imprese (misura che non abbiamo condiviso). E su questo, nonostante l’esiguità delle risorse a disposizione per una modifica in Parlamento, Confapi ha evidenziato la necessità di tornare al credito di imposta.

A fronte dell’incremento di prenotazioni nelle ultime due settimane il MIMIT ha comunicato l’esaurimento delle risorse disponibili per la misura Transizione 5.0 (v. decreto allegato) specificando che le risorse REPowerEU destinate alla misura, anche alla luce della revisione del PNRR attualmente in fase di approvazione a livello europeo, risultano interamente assorbite dalle comunicazioni presentate dalle imprese.

Nel mentre il GSE, per implementare le indicazioni del decreto del MIMIT, ha disposto la sospensione temporanea dell’operatività del Portale Area Clienti Transizione 5.0. Le richieste già inviate al GSE per le quali non è stato ancora definito un esito specifico (incluse quelle in fase di interlocuzione) si intendono in ogni caso trasmesse secondo il proprio ordine temporale.

Confapi si è subito attivata nei confronti del Ministero per risolvere le problematiche che stanno affrontando numerose imprese associate che avevano avviato la procedura ma non l’avevano ancora formalizzata con la comunicazione al GSE.

Per questa ragione sarà fondamentale che le aziende interessate:

  • presentino le nuove domande di prenotazione fino al 31 dicembre 2025. Queste saranno considerate validamente depositate e messe in sequenza, secondo l'ordine cronologico di presentazione.
  • continuino a registrarsi/presentare il progetto per assicurarsi una posizione utile in caso di rifinanziamento.

Siamo in costante contatto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per monitorare l'evoluzione della situazione e lavorare attivamente sul recupero di ulteriori risorse che consentano di finanziare il maggior numero possibile di progetti. Il Ministro Urso ha confermato che sono al lavoro per recuperare risorse aggiuntive con l'obiettivo di finanziare tutti gli ulteriori progetti ammissibili in lista d’attesa.

Si invitano le Associazioni territoriali a voler comunicare tempestivamente all’email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tutti i casi di aziende che hanno fatto domanda dopo la chiusura dello sportello (cioè dopo il 7 novembre 2025)  in modo da poter monitorare con attenzione che le risorse relative a questi investimenti vengano prontamente recuperate.

Comunicato GSE

Comunicato MIMIT

 

  

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La digitalizzazione dell’industria non è una trasformazione per pochi eletti. Anche le piccole e medie imprese, con tutte le difficoltà del caso, si sono messe in marcia e ora un’indagine svolta per il ministero dello Sviluppo economico dalla società Met, in vista della prossima Relazione annuale del garante Pmi, parla di una prima inversione di tendenza: quasi una su tre utilizza tecnologie 4.0 o ha in programma di farlo.  Fonte

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