PERIODICO INFORMATIVO - 9 OTTOBRE 2026
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PROCEDURE DI GARA E CONTENIMENTO DEI RIBASSI AL CENTRO DELL’INCONTRO CON IL COMUNE DI ROMA
ATTIVITA’ ASSOCIATIVA
Nella mattinata di venerdì 9 ottobre, le parti sociali datoriali (Confapi Roma, Acer e Cna) e sindacali del territorio hanno incontrato l’Amministrazione capitolina, rappresentata dal Direttore Generale di Roma Capitale Albino Ruberti e dalla Direttrice Lavori Pubblici Patrizia Assuntore, per discutere sulle criticità che condizionano la gestione degli appalti pubblici di lavori.
L’incontro, che segue quello già svoltosi nell’estate scorsa, ha consentito di segnalare alcune criticità e di formulare proposte sulle misure di contenimento dei ribassi, sulla corretta gestione delle procedure di gara e sulla trasparenza dell’attività amministrativa, questioni che coinvolgono anche le società partecipate e controllate dal Comune di Roma.
Sono state segnalati, in particolare, i ribassi abnormi, emersi anche in recenti gare, stimolati evidentemente da modelli di attribuzione dei punteggi non adeguati a evitare condotte palesemente anti economiche. In questo contesto, sono state avanzate al Comune alcune proposte tecniche tendenti a fronteggiare il fenomeno.
Oltre alla presenza dei forti ribassi, è stata avanzata anche l’esigenza di rimuovere ulteriori disfunzioni nella gestione delle gare con OEPV, a cominciare dalla necessità di valorizzare il “merito tecnico” degli operatori e la loro effettiva capacità professionale che, nella valutazione dei lavori pregressi, dovrebbe essere ricercata più nella natura degli interventi realizzati che non nell’analogia con l’oggetto dell’appalto da affidare.
In merito alle procedure sotto soglia, l’iniziativa del Comune di dotarsi di un albo cui attingere per la gestione delle procedure negoziate sottosoglia si è scontrata con la carenza di post informazione idonea a consentire trasparenza: l’accesso ai dati deve essere consentito con continuità e tempestività e deve riguardare imprese invitate, imprese offerenti, ribassi formulati da tutti gli offerenti, aggiudicatari e esiti sull’applicazione della rotazione.
E’ stato altresì evidenziato che tale attività dovrà coinvolgere anche la fase post-aggiudicazione circa l’andamento e l’esito dei lavori. Sugli appalti sotto soglia è stata peraltro ribadita dalle parti imprenditoriali la preferenza per la procedura aperta.
L’Amministrazione ha espresso la propria disponibilità sia a valutare formule tecniche idonee ed efficaci a favorire un contenimento dei ribassi che a verificare il superamento delle criticità segnalate nell’espletamento delle procedure con OEPV, sensibilizzando in tal senso anche gli enti controllati dal Comune di Roma (Risorse per Roma, Ama, Atac) con i quali si promuoverà un confronto sui metodi di gara.
Il Direttore Ruberti ha altresì confermato l’intensione di dare continuità al tavolo con le parti sociali con le quali è stata già fissata la data del 9 novembre p.v. per un prossimo incontro.
ANAC: OFFERTA PRIVA DI FIRMA DIGITALE NON COMPORTA AUTOMATICA ESCLUSIONE
CONTRATTI PUBBLICI
Un parere dell’Anac (n.369 del 23 settembre u.s.) precisa che l’offerta tecnica presentata tramite piattaforma telematica priva di firma digitale non può essere automaticamente esclusa dalla procedura di gara.
L’orientamento dell’Autorità si pone in coerenza con “i principi del raggiungimento dello scopo e della strumentalità delle forme” fatti propri sia dalla giurisprudenza che dal Codice dei Contratti.
Nella delibera si evidenzia che “la giurisprudenza prevalente da tempo ritiene che i vizi della sottoscrizione dell’offerta rilevano solo se, e in quanto, rechino incertezza assoluta sul contenuto o sulla provenienza dell’offerta, mentre in caso contrario un’eventuale esclusione sarebbe illegittima.”
“Una interpretazione sostanzialistica appare peraltro maggiormente conforme ai principi enunciati dal d.lgs. n. 36 del 2023 e, in particolare, al principio del risultato, atteso che in questo modo si consente la partecipazione di imprese dotate dei requisiti per svolgere l’appalto e idonee a presentare una proposta competitiva. In tema di appalti, la procedura e la forma sono un mezzo, non il fine della disciplina dei contratti pubblici.”
LO SPAZIO PER I BONUS EDILIZI NEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO FINANZIARIO DEL GOVERNO
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
Nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 ottobre scorso, si ipotizza una presenza strutturale dei bonus edilizi per la riqualificazione energetica, attraverso uno utilizzo aggiuntivo pari allo 0,3% del Pil all’anno nel 2027 e nel 2028 richiesto all’Unione europea.
La richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale è stata presentata alla Commissione europea nel mese scorso in riferimento alle spese per i settori difesa e energia.
Nelle intenzioni del Governo dovrebbero rientrare le ristrutturazioni energetiche, l’energia solare e geotermica, i sistemi di accumulo, la sostituzione delle caldaie alimentate da combustibili fossili pompe di calore e le infrastrutture domestiche per la ricarica dei veicoli elettrici
Una volta ricevuto l’ok dall’Europa, dovrà essere il Governo a declinare nella Manovra 2027 le modalità di applicazione e la misura degli interventi.
Si segnala, infine, che Enea ha pubblicato i vademecum aggiornati al 23 settembre 2026, con la tabella riepilogativa delle tipologie di intervento e delle relative percentuali di detrazioni attualmente vigenti.
In via generale si evidenziano le seguenti aliquote:
- 2025-2027: per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 la detrazione è pari al 50% per gli interventi sull’abitazione principale e al 36% negli altri casi (proroga disposta dalla L. n. 199/2025); per le spese sostenute nel 2027, invece, le aliquote scendono rispettivamente al 36% e al 30%;
- parti comuni condominiali: per il 2025 e 2026 si applicano le aliquote ordinarie del 50% o 36%; nel 2027 si scende al 36% o 30%, in funzione delle condizioni previste per l’abitazione principale.
D.L. AMBIENTE: LE MISURE SU TERRE E ROCCE DA SCAVO
AMBIENTE
Il Consiglio dei Ministri del 2 ottobre u.s. ha approvato un decreto legge in materia di ambiente (“Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l'economia circolare e le bonifiche”) che anticipa misure contenute nel nuovo regolamento sulla gestione delle terre e rocce da scavo ancora in attesa di pubblicazione in Gazzetta.
Il provvedimento approvato dal Governo fornisce importanti indicazioni, in particolare, sul riutilizzo delle terre e rocce da scavo, intervenendo sul vigente Codice dell’Ambiente (D.Lgs.vo n.152/2006).
Aumentano i limiti del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate come rifiuti: i limiti previsti per il quantitativo in deposito sono elevati “a 4.000 metri cubi complessivi, di cui al massimo 800 metri cubi di rifiuti pericolosi”.
Lo stesso art. 4 dispone inoltre che “le terre e rocce da scavo prodotte in cantieri puntuali possono essere riutilizzate direttamente nel sito di produzione anche in assenza di preventiva caratterizzazione ambientale. Ai fini di cui al primo periodo, per cantiere puntuale si intende il cantiere in cui sono prodotte terre e rocce da scavo in quantità non superiori a 20 metri cubi, calcolati dalle sezioni di progetto, e destinate al riutilizzo diretto nel medesimo sito di produzione. La sussistenza dei requisiti di cui al secondo periodo deve risultare dalla documentazione di esecuzione dei lavori”.
La norma precisa che tale semplificazione non si applica ai materiali contenenti calcestruzzo, bentonite, vetroresina, miscele cementizie, additivi o materie plastiche utilizzati nelle attività di scavo, così come alle terre provenienti da siti sottoposti a procedimenti di bonifica o da scavi effettuati per rimuovere potenziali sorgenti di contaminazione.
Altra importante innovazione introdotta dal decreto riguarda l’autorizzazione paesaggistica che viene ricompresa nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA), senza un’istruttoria separata.
L’art. 5, infine, prevede disposizioni modificative sulla bonifica e sulla composizione delle tabelle relative alla concentrazione di sostanze nei siti sotterranei.
Sul tema dei materiali inerti si segnala l’evento organizzato da Anpar (Associazione Produttori Aggregati Riciclati) per il prossimo 15 ottobre dalle ore 9,30, presso la Regione Lazio (Sala Tevere – via Cristoforo Colombo, 212) sulla circolarità dei materiali inerti a Roma e nel Lazio e sulla valorizzazione degli aggregati recuperati.
LA CIRCOLARE SUI FLUSSI DI INGRESSO DEI LAVORATORI STRANIERI
LAVORO
Sul sito istituzionale del Ministero del lavoro è stata pubblicata la Circolare n.7185 con la quale sono state diramate le istruzioni operative per i flussi d’ingresso dei lavoratori stranieri nel 2027. I flussi sono determinati sulla base delle quote fissate nel Dpcm del 2 ottobre 2025 relativo alla programmazione dei flussi per il triennio 2026-2028.
Per l'anno 2027 sono ammessi in Italia complessivamente n. 165.850 cittadini non comunitari, così ripartiti: 76.200 ingressi per lavoro subordinato non stagionale, 89.000 ingressi per lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico, 650 ingressi per lavoro autonomo.
Dalle ore 9 del 23 ottobre p.v. alle ore 20 del 7 dicembre 2026 sarà possibile precompilare le domande di nulla osta sul Portale del Ministero dell’Interno.
Terminata la sessione di precompilazione, è prevista una riapertura della stessa sezione del Portale, dalle ore 9 del giorno 9 alle ore 20 del giorno 13 dicembre 2026 per consentire a coloro che hanno compilato la domanda negli ultimi giorni di precompilazione:
- di visualizzare le informazioni dei campi che il sistema informatico acquisisce in modalità “asincrona” nell’arco di sei giorni dall’inizio dell’accesso alla compilazione della domanda;
- di effettuare la necessaria operazione di salvataggio per consentire il passaggio della domanda dallo stato “da completare” allo stato “da inviare”, rendendola quindi pronta per l’invio durante i giorni di click day.
Per gli ingressi per lavoro subordinato non stagionale – Modello B2020, le domande potranno essere presentate a decorrere dalle ore 9 del 16 febbraio 2027 fino al 31 dicembre 2027, ferma restando la disponibilità delle relative quote.
La circolare evidenzia anche le novità introdotte dal D.L. n. 146/2025 e, tra queste, il termine di 15 giorni dalla data di ingresso del lavoratore straniero nel territorio nazionale entro il quale il datore di lavoro e il lavoratore dovranno sottoscrivere il contratto di soggiorno. Entro il medesimo termine, il datore di lavoro deve trasmettere il contratto in via telematica allo Sportello unico per gli adempimenti concernenti la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno.
PIANO CASA: INVIMIT APRE CONSULTAZIONI PER PROGETTI DEL FONDO HOUSING COESIONE
POLITICHE ABITATIVE
Invimit ha avviato la consultazione (pubblicata sul proprio sito) per raccogliere i progetti da inserire nel Fondo housing coesione del piano casa (art. 7 Legge 116/2026) alla quale seguirà un avviso di investimento.
La normativa, come noto, prevede la costituzione del fondo istituito da Invimit sgr spa, con quote pari a 100 milioni, per contrastare il disagio abitativo attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale, anche mediante la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e il contenimento del consumo di suolo.
La consultazione è aperta a:
- enti pubblici, tra cui Regioni, Province autonome, Città metropolitane, Province e Comuni;
- fondi immobiliari di cui siano partecipanti o promotori tali enti, oppure società da essi partecipate in misura non inferiore alla maggioranza del capitale sociale;
- soggetti privati qualificati come clienti o investitori professionali, che possono proporre interventi di edilizia residenziale sociale o pubblica e altri contributi coerenti con le finalità del Fondo.
Saranno raccolte proposte immobiliari relative a progetti da sviluppare attraverso fondi territoriali gestiti da Sgr e verranno messe a disposizione del mercato attraverso la piattaforma digitale Digitus e dato avvio all’istituzione di fondi territoriali; le Sgr potranno candidare anche progetti non presenti nella consultazione.
EDILIZIA SCOLASTICA: 103 MILIONI AGLI ENTI LOCALI PER INTERVENTI URGENTI
EDILIZIA SCOLASTICA
Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato un Avviso per gli enti locali che mette a disposizione circa 103,4 milioni per le scuole, in particolare, “per la realizzazione di interventi urgenti per la messa in sicurezza di edifici pubblici ad uso scolastico di propria competenza”.
Possono partecipare tutti gli enti locali per interventi urgenti di messa in sicurezza su edifici pubblici ad uso scolastico di propria competenza, ma ciascun ente locale potrà presentare una sola candidatura di finanziamento e non sono inoltre ammessi gli interventi già destinatari di altro finanziamento pubblico.
Il finanziamento massimo per ciascun intervento è di 1 milione di euro a copertura delle spese comprese nel quadro economico del progetto. È ammesso il cofinanziamento con fondi propri dell’ente, purché in misura ordinariamente inferiore al 50% dell’importo complessivo del quadro economico.
L’Avviso prevede le seguenti tipologie di intervento:
- a) interventi urgenti a seguito di eventi sismici, calamitosi o eccezionali e non prevedibili;
- b) interventi locali, miglioramento sismico, adeguamento sismico;
- c) interventi conseguenti a episodi di crollo di solai e controsoffitti;
- d) interventi necessari per il ripristino delle condizioni di agibilità a seguito di chiusura disposta da Autorità competente;
- e) interventi di manutenzione straordinaria per la prevenzione del rischio di sfondellamento e la messa in sicurezza dei solai e dei controsoffitti;
- f) interventi di manutenzione straordinaria per la bonifica di elementi contenenti amianto e il ripristino funzionale delle parti bonificate;
- g) interventi indispensabili per garantire il diritto allo studio e il regolare svolgimento dell’attività didattica, non riconducibili alle lettere precedenti.
Le candidature sono ammesse fino al prossimo 23 Ottobre.
AGENZIA ENTRATE: CON LA NUOVA CLASSIFICAZIONE ATECO MODIFICHE SUL REVERSE CHARGE PER I SUBAPPALTI
FISCO
L’Agenzia delle Entrate (risposta fornita il 24 settembre u.s. nell’ambito di Telefisco 2026) ha precisato che l’entrata in vigore della classificazione Ateco 2025 modifica le modalità di applicazione del reverse charge per i lavori edili affidati in subappalto (art. 17, comma 6, lettera a), del Dpr 633/1972).
Viene precisato, al riguardo, che l’inversione contabile si applica alle prestazioni riconducibili alla Sezione F “Costruzioni” della nuova classificazione.
Le attività del settore delle costruzioni continuano a essere individuate nella Sezione F, corrispondente ai codici da 41 a 43, ma alcune attività che in precedenza rientravano in questa sezione sono state riclassificate in altre sezioni dell’Ateco 2025.
L’Agenzia delle Entrate ha confermato che per individuare le prestazioni soggette all’inversione contabile occorre fare riferimento alle attività riconducibili alla Sezione F della classificazione Ateco vigente.
Dal 1° aprile 2025 (data di entrata in vigore della nuova classificazione Ateco), pertanto, le attività che non risultano più comprese nella Sezione F non rientrano nell’ambito del reverse charge.
Un caso espressamente richiamato dall’Agenzia è quello del restauro di edifici storici. Nell’ Ateco 2007 questa attività era ricompresa nel codice 41.20.00, “Costruzione di edifici residenziali e non residenziali”, all’interno della Sezione F. Con l’ATECO 2025, invece, è stata riclassificata nel codice 91.30.01, “Conservazione e restauro del patrimonio culturale”, appartenente alla Sezione S.
TAR LAZIO: NO AL CUMULO DEI REQUISITI PER LA CONSORZIATA ESECUTRICE
GIURISPRUDENZA
Il Tar Lazio (Sent. n.15572 del 5 Ottobre u.s.) è intervenuto sull’annosa questione della qualificazione dei consorzi stabili e, in particolare della consorziata esecutrice dei lavori.
Nell’attuale quadro normativo (Codice Appalti aggiornato con il decreto correttivo) la consorziata esecutrice deve possedere il proprio i requisiti di qualificazione richiesto o acquisirli mediante avvalimento.
I Giudici hanno precisato quindi che non è più consentito beneficiare automaticamente dei requisiti posseduti dal consorzio o dalle altre consorziate secondo il meccanismo del cumulo alla rinfusa. La carenza del requisito, peraltro, non è sanabile mediante soccorso istruttorio attraverso una modifica successiva della modalità di partecipazione o del soggetto designato.
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SERVIZIO CONFAPI ANIEM LAZIO - FARE APPALTI
Confapi Aniem Lazio, in collaborazione con “Fare Appalti”, offre alle imprese associate il servizio gratuito attraverso il quale è possibile acquisire quotidianamente l’aggiornamento sugli affidamenti di lavori, servizi e forniture e, in particolare:
Per procedere all'attivazione occorre compilare il modulo contenente i dati anagrafici dell’azienda e le categorie d’interesse (per il settore lavori) accedendo al seguente link: https://www.fareappalti.it/confapi-lazio-attivazione-convenzione/ Successivamente, l’azienda riceverà le credenziali che potrà utilizzare per accedere al servizio collegandosi al seguente indirizzo: |
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